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PALOMAR (M. Bertani)
Palomar davanti al
mare sulla riva osserva un onda
che si srotola e si avvolge fino a giungere alla sponda.
Ogni onda ha un movimento,una forza e direzione
ogni onda in un momento cresce e muore.
Palomar lungo la spiaggia
sta arrivando fino al molo,
un gabbiano vola via e lo fa restar più solo.
Quel gran mare ha traversato lungo la sua gioventù
ma le immagini si sfumano e non le ricorda più.
Qualche odore di Manila
o di spezie colorate
porte chiuse dietro donne addormentate.
Nuove rotte e nuovi fari a scandire la distanza,
isole intraviste in lontananza.
Filo di vento, che
stai guardando Palomar?
Creste di schiuma, appartengo anchio a questo mare.
Il tramonto si scurisce
delle ombre della sera
una luce alla locanda accende un ultimo bicchiere.
Palomar ha oltrepassato quell'antica osservazione
in quel mare un po più nero vede solo tentazione
di lasciarsi trasportare
oltre il buio che confonde,
oltre tutte le onde
ma ogni onda resta ferma
solo nella sua intenzione
di un nuovo sogno a cui dare nome
Mare e cielo mutano
colore
rimane solamente lo stupore
Notte di vento dove sei andato Palomar?
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